Usare i social network per fare marketing online

Scritto da Giorgio il 22 Novembre 2006

Una immagine di Red PassionCome già accennavo in precedenza, settimana scorsa abbiamo avuto il piacere di conoscere Niccolò Magnani di MRM Worldwide il quale ci ha illustrato, tra le altre cose, il progetto Hotel Campari cui sta lavorando da qualche tempo. Il progetto merita due righe di approfondimento perché, a mio avviso, costituisce un interessante caso studio di come le aziende possano servirsi dei social network per fare del marketing online innovativo.

Per promuovere il sito Hotel Campari - il cui mistero sarà svelato solo domani sera in occasione di una festa organizzata appositamente in centro a Milano - MRM ha dato vita ad un personaggio, Red Passion, e le ha creato un profilo su ognuno dei principali social network, tra cui MySpace, Flickr e YouTube. Ciascuno dei profili è stato “popolato” con materiale multimediale appositamente prodotto dall’agenzia ed incentrato su un tema più che collaudato: la gnocca.

Il feedback degli utenti

Dalla penombra della sua cameretta, lo sappiamo tutti, il navigatore maschio web è un avido consumatore di gnocca virtuale. Come una bella ragazza in mezzo ad una discoteca, dunque, la nostra Red Passion non si è dovuta sforzare molto per farsi trovare e stringere nuove amicizie. Sono particolarmente interessanti:

- I commenti lasciati dagli “amici” alle foto, ai video e ai post. Si va dal semplice complimento (“That’s a great profile picture you got there. I love your page”), al tacchinaggio spudorato (“Aperitivo mia dolce ossessione?”), al simil sms (“Ti auguro un caldo giorno pieno di colore… deliziosa creatura”).
- Il riutilizzo e la manipolazione da parte di alcuni utenti del materiale pubblicato.
- I dati quantitativi: 150.000 visite su Hotel Campari, 3049 amici, 1796 commenti, 71173 visite sui vari profili creati. Il tutto da inizio Novembre 2006.

Campari o gnocca?

Quale dei due messaggi passa? Difficile dirlo, probabilmente entrambi. Ed è quello che Campari vuole, credo, considerata anche quell’aura di sensualità che si è data negli ultimi anni a suon di spot tv provocatori.

Campagna a basso costo?

Sebbene campagne di questo tipo abbiano dei costi inferiori a quelli previsti dai budget televisivi, non credo sia il caso di affrontare iniziative del genere con gli euro contati. È vero, i social network sono di per sè gratuiti, così come lo è la banda e l’hosting, ma per avere un riscontro “tangibile” è necessario avere un’idea di base vincente, materiale multimediale di qualità e soprattutto la capacità di saper dialogare con il network di “amici” che si vuole costruire, senza imporre messaggi preconfezionati. Tutti ingredienti non esattamente a buon mercato.

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