Spunti di riflessione in ordine sparso

Scritto da Giorgio il 25 Ottobre 2006

Milton Duff su Macchianera:

L’aspetto più evidente che traspare frequentando da consulente la grande azienda privata e pubblica italiota è la sconsolante similitudine tra una e l’altra: una conduzione amorfa e priva di personalità, una gestione più orientata agli interessi personali (estesi naturalmente alla “cordata” di appartenenza) che agli interessi collettivi, la paura del fare perché inteso come possibilità di errare, i ritardi decisionali che diventano delle occasioni perdute e via dicendo.

Marco Battaglini su Il Sole 24 Ore di oggi (pag. 10):

Tra i tanti problemi che dominano la cronaca italiana di tutti i giorni (debito pubblico, perdita di competitività) la crisi della classe dirigente è il più serio, perché sta alla base. In un sistema dove è difficile distinguersi, in cui la selettività è vista con sospetto, è inevitabile che l’élite sia selezionata sulla base di criteri tribali (famiglia e amici). L’università può fare molto per rimpiazzare la tribù. Il sistema americano suggerisce due ingredienti importanti per svolgere questo ruolo: selettività e competizione.

Un commentatore di Slashdot ripreso da Antonio Dini sul suo blog:

Europe is great if you are young or unemployed. Europe sucks if you actually want to make something of yourself through hard work.

Personally, I couldn’t live if I worked 6 days a week knowing I’d only get 3-days pay after taxes just so some 22-yo punk could sit in the park all day and smoke pot.

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