Nuovo Gazzetta.it: si poteva osare di più

Scritto da Giorgio il 5 Aprile 2007

La Gazzetta dello SportMartedì scorso è andato online il nuovo Gazzetta.it: tra le novità più significative il nuovo menu di navigazione e la community, Gazzaspace. Sebbene non abbia ancora avuto il tempo di smanettarci a dovere le prime impressioni non sono propriamente esaltanti e ti spiego il perché.

I lati positivi

Cominciamo con gli aspetti positivi, ché non si può sempre sparare a zero su tutto e qualcosa di buono in RCS lo sanno anche fare.

- Finalmente tutti i contenuti sono stati organizzati in maniera decente e sono facilmente accessibili attraverso un menu principale degno di questo nome.

- In RCS hanno capito che è importante avere una community di appassionati di sport come “base” per un progetto editoriale online solido.

I lati negativi

Criticare, si sa, è facile ma è anche terribilmente bello.

- Per visualizzare correttamente il sito è necessario avere uno schermo con risoluzione 1024*768: la larghezza del layout è fissa, per cui un visitatore con uno schermo a 800*600 si trova con una scroll-bar orizzontale. Ora, io capisco che il numero di utenti con monitor a bassa risoluzione è in costante diminuzione, tuttavia per esperienza ho potuto constatare che la percentuale di visitatori con schermi a 800*600 è ancora a doppia cifra ed oscilla - a seconda dei siti - dal 10% al 30%, dunque perché impedire ad una percentuale ancora significativa di utenti di vedere il sito correttamente?

- La registrazione alla community è inutilmente lunga e richiede una serie di dati obbligatori (indirizzo, nome, cognome etc…) che mi fan passare la voglia di registrarmi.

- Ogni mia azione di membro della community è sottoposta al vaglio della redazione di Gazzetta.it che deve “approvare” o “respingere” ogni mio commento, video o immagine. Persino la modifica del profilo personale è stata sottoposta ad approvazione da parte della redazione. Si, hai capito bene: per modificare la tua città (ad esempio da Milano a Brescia) hai bisogno dell’approvazione di qualcuno.

- Una volta registrato alla community e loggato mi sarei aspettato una qualche pagina personalizzata che facesse emergere i contenuti che io considero più interessanti in base alle preferenze espresse in fase di registrazione: niente di tutto questo. La home page è standard ed il link a Gazzaspace rimanda ad una sorta di aggregatore che mette in evidenza alcuni contenuti sottoposti dalla community (ed approvati dalla redazione). Per accedere alla mia pagina personalizzata devo cliccare sul mio nome utente in alto a sinistra (errore di design: è convenzione abbastanza comune inserire le informazioni di log-in in alto a destra). Risultato: ho impiegato un giorno per capire come raggiungere la mia pagina personale.

- “Gazzaspace” è un nome idiota per una community. Riesco a vederlo il team di creativi che dopo giorni di brainstorming si presenta dal cliente convincendolo che “Gazzaspace” è meglio di “Sporkut” o di “Gazzetta 360°”.

- Sebbene l’idea di attribuire un punteggio a ciascun utente in modo da aumentarne la “reputazione” sia buona, non è altrettanto buona l’idea di far attribuire tale punteggio alla redazione e non agli altri utenti. In ogni community che si rispetti, a cominciare da eBay, sono gli utenti a valutarsi a vicenda.

Conclusioni

L’impressione generale è che una buona idea di base sia stata sviluppata male (Colpa del consulente? Colpa del cliente? Chissà). Chiedere ai propri visitatori di dire la propria, di commentare, di caricare materiale multimediale salvo poi riservarsi il diritto di tappar loro la bocca non mi sembra una mossa azzeccata. Piuttosto punterei su tutta una serie di strumenti che consentano di fare “emergere” i contenuti migliori (vedi “karma” su Slashdot o il meccanismo alla base di Digg) dal rumore di fondo e ad isolare i troll o i contenuti ritenuti “offensivi” (ad esempio inserendo un link “segnala come offensivo” accanto a ciascun contenuto generato dagli utenti). Per il resto una serie di errori a livello di progettazione dell’interfaccia limita di molto l’esperienza dell’utente registrato alla community.

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5 Commenti a “Nuovo Gazzetta.it: si poteva osare di più”

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