Fibra Vs Grido
Scritto da Andrea il 28 Agosto 2006
Grido dei Gemelli Diversi risponde con un video-parodia alla provocazione di quell’altro pirla di Fabri Fibra. Io sinceramente odio entrambi, ma mi divertono queste diatribe, secondo me credono di vivere nel bronx. E comunque… “Applausi per Ibra”.
Tag: Fabri, Fibra, Grido, Gemelli, Diversi, Video, Parodia
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Andrea Corti
28 Agosto, 2006 ore 19:36
ahaha
william
28 Agosto, 2006 ore 21:25
Beh io vorrei sapere se qualcuno ha mai pensato che il rap sia solo ed esclusivamente un fenomeno commerciale, suono da una vita, come tanti, e come tanti ho studiato, x essere classificata come musica un brano deve avere le 3 fondamentali armonia, melodia e ritmo, il rap ha solo l’ultima qnd non è classificabile come musica, ma viene venduta(o spacciata) come tale, in + voglio segnalare una cosa che ho visto su un’altro blog, scusate, ma che ha un’importanza……..P.S. non sapevo dove postarla qnd lo faccio qua su questo commento sperando che i gestori non si arrabbino, il link è http://www.macchianera.net/2006/07/24/cosi_ero_capace_anchio.html
concludo dicendo che caymag mi piace molto e lo leggo sempre
An Social
29 Agosto, 2006 ore 11:04
William: dipende a quale tipo di rap/canzone ti riferisci perchè ci sono canzoni e quindi artisti Rap/hip hop molto bravi sia con la musica che con i testi.
Io non sono un grande estimatore del genere ma qualche song la ascolto volentieri.
(per farti un esempio ascolta Eminem, Beastie Boys .. )
mirtillosmile
29 Agosto, 2006 ore 11:11
@william
c’era una volta la distinzione tra cultura alta (elitaria, per pochi capiscioni che se lo possono permettere e che hanno avuto la fortuna di istruirsi) e quella bassa (la cosiddetta nazional popolare).
Cinema vs tv, letteratura vs fumetto, pittura vs graffito, arte vs videoarte ecc…
Che in molti casi si tratti di operazioni a puro scopo commerciale sono d’accordo ma da qui alla definizione di “non musica” ce ne vuole anche perchè molti casi pop definiti come musica (es. Tiziano Ferro) fanno ancora più schifo. Forse a volte dovremmo rosicare un pò di meno e capire perchè funzionano queste c***te ( che sono e rimangono parte della nostra cultura di massa).
william
29 Agosto, 2006 ore 11:50
Lo so ragazzi e vi ringrazio dei vostri post, il mio era solo un commento generico, ovvio che essendo un musicista classico votato al rock posso solo criticare aspramente, ma in modo corretto senza tanto sminuire, infatti la frase “non musica” forse è stata eccessiva, lo so, ma spesso si sentono di quelle canzoni che fanno male, non tanto a me, ma alla musica, che come dice mirtillo è cultura e arte.Daltronde ognuno fa quello che sente più vicino a se, stimo molto i beastie boys che hanno un background diverso dalle nuove uscite e li ho sempre ascoltati, non ho mai avuto invidia o come dici rosico per nessuno, nel mio piccolo continuo a suonare, che per me è una cosa stupenda che faccio dal 1978, quando ho imbracciato la mia prima chitarra.
Concludendo vi ringrazio ancora e continuo senza sosta la mia ricerca di una forma di espressione nuova, cosa estremament difficile, ciao.
Vivi
29 Agosto, 2006 ore 12:34
Non ho nulla contro il rap, ma trovo che sia una cultura così lontana dalla “strada” della nostra penisola.
Lo trovo affine a una cultura nera-americana, da ghetto, e malgrado questa situazione possa essere assimilata alla periferia delle grandi città italiane(paesini in confronto alle metropoli americane), è talmente diversa la nostra cultura e il nostro modo di trasformare, rabbia, paura, tristezza, sogni in musica che mi pare davvero non appartenerci. Gli artisti rap italiani onestamente mi paiono un po’ tutti dei fenomeni commerciali. Poi Tiziano Ferro inserito in questo contesto c’entra ancora meno: le case discografiche italiane non sono in grado nemmeno di creare un buon prodotto di marketing, figurati buona musica (commerciale o no). E’ solo una mia sensazione?
william
29 Agosto, 2006 ore 13:22
Mi associo Vivi, l’aspetto sociologico del fenomeno è proprio quello che l’ha fatto nascere, ma considera che siamo un popolo di lagnoni, che non ci va mai bene niente, qnd diciamo che in italia ha la sua piega e il suo xchè, ma non è lo stesso di quello americano dove la repressione e il razzismo sono ancora forti.Per le case discografiche italiane ci sarebbe da scrivere un libro (su quelle maggiori), sulle minori tante lodi xchè cercano sempre di far uscire band e solisti bravi che alle major non interessano, ma c’è da considerare anche un’aspetto fondamentale in questo discorso, chi compra i cd? Ogni bravo commerciante tira l’acqua al suo mulino, se la richiesta è quella della canzone smielata o di rap-protesta, il produttore non fa altro che soddisfare la richiesta ne + ne meno, e qui mi fermo xchè se no non finisco +, ciao.
krikketton
31 Agosto, 2006 ore 21:30
… è vero che il bagaglio culturale italiano è differente da quello USA ma le canzoni rap non devono per forza parlare di razzismo, di morte e di solitudine … esistono i cosidetti “fatti del giorno” che possono essere raccontati e musicati magari offrendone un punto di vista.
Cmq sono punti di vista (appunto)
Per quello che riguarda invece la musica italiana non lamentiamoci troppo perchè a parte USA e UK non conosco grandissimi artisti provenienti dagli altri paesi e se contiamo che il sopracitato Tiziano Ferro è stato per lungo tempo primo nelle classifiche tedesche … e i vari Pausini, Ramazzotti … che spopolano in sudamerica???
Cambiando ancora genere in italia abbiamo qualche personaggio appartenente al mondo dance e dei dj che viene riconosciuto e invidiato a livello mondiale …
e che dire, standocene tranquilli in italia, di gruppi come Subsonica che hanno tentato (riuscendoci) un modo nuovo di fare musica italiana …
be’, sono punti di vista ma non ne farei un problema di geografia, di lingua o di cultura perchè ormai viviamo su di un sasso rotante alquanto globalizzato