Alcune precisazioni

Scritto da Giorgio il 14 Febbraio 2007

Soldato in trinceaIl mio post di ieri ha generato qualche piccola polemica, ma chi mi conosce sa che adoro essere polemico e svegliare un po’ i lettori di questo blogghetto che - diversamente - tenderebbe ad essere soporifero. Detto questo credo sia il caso replicare ad alcune considerazioni espresse nei commenti da alcuni lettori (molti dei quali stimo e leggo ogni giorno) in modo da chiarire meglio il mio pensiero:

“Dopo un anno in azienda uno è poco più di un novellino. Tu apri una società e dopo un anno fai la foto del mercato italiano e di internet.”
Vero. Sono un novellino: ho 25 anni e lavoro da soli 3 anni. Di questo sono assolutamente consapevole. Ciò non mi impedisce di scrivere alcune considerazioni personali sul mio blog - che, per inciso, non è il Sole 24 Ore - e di discutere apertamente ed in modo costruttivo di questo o quel tema. Ah, nel mio post non faccio alcuna fotografia del mercato italiano, non no ho le capacità (francamente credo che nessuno le abbia, neanche i più navigati).

“Sei un paesano che si è montato la testa solo perché si è aperto l’ufficio a Milano. Io lavoro dalla provincia di Enna e ho clienti in Giappone e negli Stati Uniti”.
Certo. Sono un paesano. Sono nato a Brescia e vivo da 25 anni a Chiari. Ogni mattina alle 7:18 prendo un treno che mi consente di arrivare in ufficio alle 9 e ogni sera prendo un treno alle 19:15 che mi porta a casa in un’ora. Sono un coglione a farmi 4 ore di mezzi pubblici al giorno per andare e tornare dall’ufficio? Dal mio punto di vista no: credo sia innegabile che una grande città, specialmente se è il centro economico d’Italia come Milano, offra molte più possibilità di una provincia - seppur di lusso - come quella bresciana. Non ti piace Milano? Londra, NYC, Amsterdam e San Francisco offrono ancora più opportunità. Non sei ancora convinto e pensi che stia sparando solo cazzate? Leggiti - questa volta per davvero - questo articolo del NYTimes.

Dalla tua sede di provincia riesci a lavorare con tutto il mondo? Sono contento per te, noi non ce l’abbiamo fatta.

“Hey, cerca di non mandare a cagare i tuoi lettori. Devi imparare ad ascoltare!”.
Tendenzialmente ho un certo rispetto per i miei lettori, soprattutto quando si tratta di persone che stimo e che mi muovono critiche argomentate e costruttive. Le apprezzo, seriamente, e proprio quelle critiche sono alla base di questo post. Quello che non sopporto sono critiche gratuite mosse da persone che si rifugiano dietro a nickname. Poche palle: se un passante a volto coperto mi manda affanculo per strada, bhè, io lo mando affanculo a mia volta senza troppi problemi.

“Andare a lezione di umiltà no?”.
Il post che ho scritto non voleva essere le nuove Tavole della Legge. Ripeto, questo è il mio blog personale e non il Sole 24 Ore. Mi rendo conto di essere stato un po’ categorico e perentorio nel tono utilizzato, ma credo sia solo una questione di forma, non di sostanza. Ne terrò conto per il futuro.

Buona giornata.

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22 Commenti a “Alcune precisazioni”

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